Tumore al seno

Il tumore al seno è una patologia dovuta alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. È il tumore più frequente nella popolazione femminile. Una volta diagnosticato, quasi tutte le donne subiscono un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati. Il trattamento chirurgico più indicato viene deciso in funzione del tipo, della localizzazione, delle dimensioni e dell’eventuale diffusione del tumore. La tecnica chirurgica può essere quindi conservativa (resezione parziale/quadrantectomia) se il tumore non ha elevate dimensioni e non è particolarmente aggressivo o demolitiva (mastectomia) se il tumore è molto voluminoso o è presente un interessamento duttale. Per determinare l’estensione della patologia tumorale e definire il programma terapeutico più adatto, molto importante è lo studio dei linfonodi del cavo ascellare omolaterale. Quando la patologia risulta estesa anche a questi ultimi è necessaria l’asportazione di tutti i linfonodi del cavo ascellare con conseguente possibile insorgenza di edema a carico dell’arto superiore omolaterale alla mammella trattata per deficit del sistema linfatico (linfedema). Altre complicanze associate all’intervento chirurgico per tumore mammario possono essere: riduzione del movimento dell’arto superiore, torpore e riduzione della forza dell’arto superiore, aderenze cicatriziali, scapola alata, alterazioni posturali del rachide e del cingolo scapolare.

L’intervento riabilitativo rappresenta una parte importante del trattamento del tumore mammario e deve essere iniziato quanto più precocemente possibile dopo l’intervento chirurgico. È finalizzato a mantenere una corretta funzionalità dell’arto, impedire le retrazioni muscolari e/o cutanee, evitare posture scorrette provocate dalla ferita o dal dolore e prevede l’esecuzione di esercizi respiratori, mobilizzazioni passive e attive degli arti, educazione posturale e drenaggio linfatico dell’arto superiore.